Presentato a Palazzo Caracciolo, sede della Provincia di Avellino, il calendario 2026 dei Riti e delle Feste del Grano dell’Appennino meridionale, patrimonio culturale che unisce Irpinia, Sannio e Molise nel segno della memoria, della fede e dell’identità collettiva. L’incontro ha riunito amministratori, istituzioni e rappresentanti delle comunità protagoniste di un percorso condiviso di tutela e valorizzazione di una delle più importanti espressioni del patrimonio immateriale delle aree interne. Da Jelsi a Flumeri, da Fontanarosa a Frigento, passando per Foglianise, Torre Le Nocelle, Villanova del Battista, fino a Mirabella Eclano, il calendario accompagnerà migliaia di visitatori lungo un itinerario che attraversa territori diversi ma uniti dalla stessa volontà di trasformare una tradizione secolare in una risorsa culturale, sociale e turistica capace di generare sviluppo senza perdere autenticità. Tra i temi affrontati, la necessità di coniugare la salvaguardia della tradizione con le sempre più stringenti norme di sicurezza. Il sindaco di Flumeri Angelo Lanza ha ribadito la vicinanza alla comunità di Mirabella Eclano, auspicando che possa svolgersi anche quest’anno la Tirata del Carro, mentre il vicesindaco di Fontanarosa Giuseppe De Iesu, comune capofila della rete, ha confermato il lavoro continuo nel rilanciare il percorso internazionale attraverso il coinvolgimento di nuove comunità europee, dalla Bulgaria alla Romania fino all’Ucraina in vista dell’ottenimento del riconoscimento Unesco.Il presidente provinciale UNPLI Giuseppe Silvestri ha definito i Riti del Grano un simbolo identitario capace di contrastare lo spopolamento delle aree interne, sottolineando come la coesione delle comunità sia la vera forza di queste manifestazioni. Katia Renzulli, per la Provincia di Avellino, ha ribadito il sostegno alla rete e la messa in campo di future iniziative come ulteriore strumento di promozione territoriale. Il sindaco di Villanova del Battista Ernesto Iorizzo ha posto l’accento sulla necessità di investire sempre di più sulle nuove generazioni, attraverso laboratori, attività scolastiche e percorsi di coinvolgimento diretto.Per Mirabella Eclano, l’assessore alla Cultura Raffaella D’Ambrosio ha ribadito la necessità di aprire il sapere antico alle nuove generazioni attraverso modelli più aperti, più partecipati e più moderni. 

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