Il borgo irpino di Candida ha origini molto antiche, con tracce di insediamenti preromani e romani documentate dai ritrovamenti in localitΓ  Cesine. Tuttavia, il suo sviluppo come centro abitato Γ¨ soprattutto medievale: la prima attestazione risale al 1045, quando era un casale della Contea di Avellino sotto dominio longobardo.
Nel XII secolo il borgo si ampliΓ² attorno al castello, punto strategico per il controllo del territorio, ed entrΓ² nel Catalogus Baronum, censimento voluto da Ruggero II di Sicilia. In seguito, grazie ai rapporti con la corte di Federico II, Candida fu elevata a Universitas (Comune).
Nel 1340 Filippo Filangieri istituΓ¬ la Baronia di Candida, segnando il periodo di massimo sviluppo economico. Il paese divenne noto per la lavorazione del ferro e la produzione artigianale di chiodi, attivitΓ  che valse agli abitanti il soprannome di β€œchiovaruli”. Questa tradizione, tramandata per secoli, rimase attiva fino alla prima metΓ  del Novecento.
Candida fu feudo di importanti famiglie, tra cui i Caracciolo, i De Cardona e soprattutto i Filangieri, che ne favorirono la crescita. Il borgo conserva ancora oggi testimonianze storiche come il Palazzo Filangieri del XVI secolo, la chiesa dell’Assunta e il monastero verginiano.
Nel 1420 un conflitto tra Giacomo Filangieri e la figlia Caterina provocΓ² un incendio devastante, da cui il paese rinacque, simboleggiato dalla fenice nello stemma. Oggi Candida Γ¨ nota per il Fiano DOCG e il suo patrimonio storico; il nome deriva probabilmente dal latino candidus, riferito al colore chiaro delle rocce o alla neve invernale.

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