«D’azzurro, alla banda d’oro accompagnata da sei mezzi gigli del medesimo, disposti tre di sopra e tre di sotto; al capo di porpora. Ornamenti esteriori da Comune». Lo stemma di Bonito è composto da un campo azzurro attraversato da una banda d’oro, accompagnata da sei mezzi gigli dello stesso metallo, disposti simmetricamente in due gruppi di tre. Nella parte superiore dello scudo compare un capo di porpora. L’oro, nell’araldica tradizionale, è associato alla nobiltà, alla ricchezza e alla magnificenza; l’azzurro richiama frequentemente lealtà, giustizia e fermezza. La porpora è un colore storicamente collegato alla dignità e all’autorità. I gigli costituiscono una figura di particolare rilievo nell’araldica italiana ed europea, spesso associata alla tradizione nobiliare. Tuttavia, in assenza di una fonte storica specifica che chiarisca l’origine delle figure adottate da Bonito, questi significati vanno intesi come interpretazioni generali del linguaggio araldico, non come spiegazioni ufficiali dell’emblema. Lo stemma di Bonito fu riconosciuto con decreto del Capo del Governo del 29 settembre 1936. Il gonfalone azzurro fu concesso con regio decreto del 3 settembre 1936. Le due date rappresentano riferimenti documentari importanti per ricostruire la storia istituzionale degli emblemi del Comune.

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