Presenze importanti del mondo accademico, dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, ed esperti del settore all'Ex Carcere Borbonico di Avellino per affrontare tematiche complesse riguardanti il futuro dell'agricoltura, dei nostri vigneti e più in generale di tutto il settore vitivinicolo irpino e campano, sempre più spesso in crisi a causa dei cambiamenti climatici.

Il 16 dicembre 2022 è una data importante per il Dipartimento di Agraria dell'Università degli Studi di Napoli Federico II perché ricorre il 150esimo anniversario della fondazione della Scuola Reale dell'Agricoltura e di Agraria di Portici che nasce, appunto, nel 1872 come Scuola Reale dell'Agricoltura e, poi nel tempo, divenuta Facoltà e attualmente Dipartimento di Agraria.

Nel 2007 anche la provincia di Avellino diventa sede del polo universitario con un Corso di laurea triennale e un Corso di laurea magistrale in Viticultura ed Enologia, infatti, questa XV Giornata di Studio all'ex Carcere Borbonico vuole anche ripercorrere le tappe degli obiettivi che sono stati raggiunti in questi 15 anni.

Le parole della Prof.essa Angelita Gambuti, coordinatrice dei corsi di laurea nella sede di Avellino, ci rendono entusiasti e orgogliosi: "Ci sono molti dati incoraggianti riguardo al Corso di Laurea della sede di Avellino, in quanto, quasi il 70% dei nostri Laureati viene assunto. Trova lavoro in breve tempo anche qui, in un'area geografica ritenuta da sempre con un alto tasso di disoccupazione".

Significativo è anche il dato riguardante il numero sempre crescente di giovani, provenienti da altre regioni, che scelgono di frequentare il Corso di Studi qui ad Avellino, una percentuale che si aggira intorno al 30%. Questo dato è espressione, come hanno ribadito in tanti in questa occasione, del fatto che ad Avellino si sta lavorando bene e si sta cercando di formare al meglio i futuri enologi, dando loro competenze elevate e sempre più specifiche. 

Il Direttore del Dipartimento di Agraria dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, Danilo Ercolini, presente all'iniziativa, ha sottolineato l'importanza della giornata ma, in particolar modo, il ruolo che la facoltà di Agraria ha assunto nel tempo: "In 150 anni ha assunto tante facce ed è cambiata sia dal punto di vista della formazione che nella ricerca e nelle tematiche. La sede di Avellino - aggiunge- è un polo importante, un fiore all'occhiello della viticoltura e dell'enologia in Campania ed è fondamentale in questo processo evolutivo e di cambiamento. Nasce nell'anno accademico 2006/07 ed è attualmente una sede eccellente sia sotto l'aspetto della didattica sia per l'attività di ricerca che viene svolta all'interno dei laboratori".

Tanti anche gli interventi alla XV Giornata di Studio con un obiettivo comune: individuare quali strategie mettere in campo per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, della desertificazione e preservare l'alta qualità raggiunta dai vigneti del nostro territorio e dai vini che si producono ma, soprattutto, la ricerca delle condizioni migliori per lo sviluppo della vite.
  
Il Prof. Domenico Carputo, vicepresidente della Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria, ribadisce la sua preoccupazione ma lancia un monito di speranza per il futuro: "Questa giornata è molto importante perché è essenziale discutere dei cambiamenti climatici sulla nostra agricoltura e si inserisce perfettamente nel contesto più generale che la società attuale si trova a vivere. Gli effetti dei cambiamenti climatici mi preoccupano come preoccupano tutti, ma ho fiducia nella scienza e si sta muovendo nel modo giusto per trovare delle soluzioni e per apportare dei miglioramenti a ciò che stiamo assistendo".

Più specificamente il Prof. Luigi Moio, ordinario di Enologia presso l'Università Federico II nonché Presidente OIV l'Organizzazione internazionale della vigna e del vino, ha illustrato alla platea e agli esperti, attraverso dei grafici, il futuro disastroso al quale potrebbero incorrere i vigneti e di conseguenza i vini, non solo italiani ma di tutto il mondo, per effetto dei cambiamenti del clima. In modo particolare, senza gli strumenti e le strategie giuste sarà difficile far fronte alle sfide che dovranno affrontare i produttori vitivinicoli di ogni paese. Ha sottolineato, inoltre, l'importanza del ruolo dell'OIV come organizzazione mondiale capace di mettere in atto un piano di strategie utili per tutti promuovendo la sostenibilità, la conservazione della biodiversità e dell'unicità dei vini, preservando le risorse naturali e mirando a una caratterizzazione dei suoli, perché oggi non tutti i suoli sono idonei ad alcune coltivazioni e, quindi, è opportuno individuare la destinazione agricola corretta dei terreni. Nel concludere ha evidenziato gli effetti e quindi i rischi di un errore di strategia, che porterebbe alla perdita dell'unicità dei vini e del loro paradigma di diversità verso una loro progressiva omologazione: "I vini dei diversi territori- afferma- sono tanti, in quanto si producono tante varietà di vini diversi e sono i riflessi dei vari territori, questo aspetto vince in un mondo che va verso l'omologazione. Se alcuni parametri, invece, per effetto dei cambiamenti climatici- aggiunge-  dovessero cambiare, come ad esempio una bassa acidità provocata da una non adeguata maturazione o da stress chimici, questo ha un effetto sulla qualità ed unicità del vino e, quindi, si andrebbe sempre più verso una omologazione dei processi ossidativi di conservazione del vino, proprio come avviene per gli organismi viventi, perché il vino è un essere vivente".  

Credo doveroso riportare il pensiero e l'impegno della Provincia di Avellino, che da sempre è accanto agli agricoltori e ai produttori vitivinicoli irpini, ha affermato Francesco Addeo coordinatore di Gabinetto del Presidente della Provincia di Avellino, Rizieri Buonopane, "i vini irpini sono un orgoglio per tutto il territorio, sono un'eccellenza di tutto il settore vitivinicolo, grazie all'impegno e ai sacrifici di tutti e anche delle istituzioni, ora però il difficile è cercare di mantenere questo primato".

Lo scorso 2 dicembre, la Provincia di Avellino ha dato il via  all'iter amministrativo per partecipare al bando del Ministero dell'Università per il co-finanziamento di alloggi, servizi e strutture per gli studenti del Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia del polo di Avellino. 

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