San Potito Ultra è un comune irpino di 1.552 abitanti, situato nella valle del torrente Salzola a 517 metri di altitudine, nei pressi di Avellino. Il nome richiama il santo patrono, Maria SS. del Soccorso, mentre “Ultra” rimanda all’antico Principato Ulteriore del Regno di Napoli, con autonomia comunale dal 1860. Le origini sono legate al villaggio medievale di Radicozzo, attestato dal 1231 e scomparso nel Seicento, forse per la peste del 1656. Il borgo si sviluppò come centro autonomo, probabilmente su precedenti insediamenti romani e longobardi, e fu feudo di Candida, passando poi ai Filangieri e agli Amatucci, che ne influenzarono la vita sociale fino al Novecento.

Il centro storico conserva edifici di rilievo come Palazzo Brancaccio e il Palazzo dei Baroni Amatucci, sede del Museo del Lavoro. Nato dalla donazione De Felice–Sbriziolo (2001-2004), il museo raccoglie attrezzi e testimonianze delle antiche attività, insieme all’archivio degli Amatucci, offrendo uno spaccato dei rapporti tra proprietari e coloni. Arricchito da miniature artigianali e frutto dell’impegno della comunità, promuove una visione dinamica e partecipata.

Dal Museo del Lavoro alla Vecchia “Ramiera” si snoda la sfida di fare di San Potito il paese della civiltà e della cultura del lavoro. Poco distante, infatti c’è un’antica ramiera ottocentesca che testimonia la tradizione metallurgica locale. L’economia, storicamente agricola e artigianale, fu segnata dall’emigrazione verso le Americhe tra Ottocento e Novecento. Oggi il paese punta sulla valorizzazione del patrimonio storico e rurale e su uno sviluppo sostenibile fondato sulla cultura del lavoro.

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