Nel borgo di Quaglietta, frazione di Calabritto, lo “zenzifero” non è soltanto un’erba aromatica: è un’ aroma identitario. Cresce spontaneo lungo le rive del Fiume Sele, in quell’area un tempo detta “Aquae Electae” per l’abbondanza di acque pure. Qui, tra zone umide e ombrose, prospera la particolare mentuccia che nel dialetto locale prende il nome di zenzifero e che, secondo la comunità, conserva solo in questo microterritorio il suo aroma intenso e penetrante.
Appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, è una pianta perenne, stolonifera, resistente, capace di rigenerarsi anche dopo inverni rigidi. Le foglie, raccolte, vengono usate fresche, essiccate o conservate in salsa salata: saperi tramandati soprattutto dalle donne, custodi di un patrimonio domestico che unisce botanica empirica e cucina rituale.
Il piatto simbolo sono i ravioli allo zenzifero, riconosciuti Prodotto Agroalimentare Tradizionale dal 2017. Nelle case si preparano ancora a mano: sfoglia di semola, acqua, uova e sale; ripieno di ricotta, formaggio, prezzemolo e zenzifero. Lessati e conditi con ragù di pomodoro o di carne, raccontano un’economia familiare e stagionale, dove la raccolta dell’erba scandisce il calendario culinario. Accanto alla produzione domestica, piccoli pastifici locali ne hanno ampliato la diffusione, senza spezzare il legame con la tradizione.
Dal 2004, la sagra “Zenzigusto”, promossa dalla Pro Loco Aquae Electae, celebra questa “regina delle mentucce” trasformando il cibo in evento comunitario.