Michele Capozzi, nato nel 1836 e morto nel 1917, è una delle figure più significative della storia di Salza Irpina e dell’intera provincia di Avellino. Primo sindaco del paese, Consigliere provinciale e Deputato del Regno d’Italia, ha saputo raccontare e trasformare la sua terra non con le parole, ma attraverso opere concrete e una visione lungimirante dello sviluppo.
Grazie al suo instancabile impegno, Salza Irpina fu dotata di servizi fondamentali per l’epoca: una cassa di risparmio, un ospedale, una biblioteca, il telegrafo, fontane, strade e il cimitero. Interventi che migliorarono la qualità della vita quotidiana e segnarono l’ingresso del borgo nella modernità. Nel Consiglio provinciale patrocinò con forza gli interessi dell’Irpinia, sostenendo la realizzazione della ferrovia Avellino–Santa Venere e il prolungamento della linea da Sanseverino ad Avellino, oltre all’istituzione di una Scuola di Viticoltura ed Enologia.
Figura forte e complessa, dal carattere deciso, Capozzi fu definito da Francesco De Sanctis “Re Michele”, che gli dedicò un capitolo del suo Viaggio elettorale dopo un incontro alla Camera dei Deputati nel 1874. Nella seconda metà dell’Ottocento, sotto la sua guida, Salza conobbe una nuova stagione di splendore: nacque la prima Biblioteca Popolare dell’Irpinia e venne realizzata la stazione ferroviaria sulla storica tratta Avellino–Rocchetta Sant’Antonio.
Ancora oggi il suo segno è visibile nei luoghi simbolo del paese, come Palazzo Capozzi, all’ingresso del centro abitato, con la sua facciata rinascimentale, il portale in pietra e le due torri angolari. A Michele Capozzi Salza Irpina dedica l’evento “Alla Corte di Re Michele”, una speciale occasione per riscoprire un passato che continua a parlare al presente e merita di essere conosciuto e valorizzato.

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