La nascita del Museo Irpino di Avellino è indissolubilmente legata alla figura del cavaliere Giuseppe Zigarelli, tra i più autorevoli intellettuali irpini dell’Ottocento. Nobile, avvocato, scrittore e raffinato cultore di archeologia, Zigarelli trasformò la propria passione per le antichità in un’opera di altissimo valore culturale, dando origine nel 1828 a un prestigioso museo privato allestito nel suo palazzo di Avellino. La sua collezione, composta da reperti provenienti soprattutto dall’alta valle dell’Ofanto e da numerosi rinvenimenti archeologici del territorio irpino, rappresentò il primo e fondamentale nucleo del futuro Museo Irpino, divenendone la vera pietra miliare. 
Figura di grande prestigio anche negli ambienti culturali di Napoli e Roma, Zigarelli ricevette importanti onorificenze, tra cui il titolo di Cavaliere di Prima Classe del Regio Ordine di Francesco I e la Croce dell’Ordine del Santo Sepolcro conferita da papa Pio IX. Ricoprì inoltre numerosi incarichi pubblici nel Regno delle Due Sicilie, distinguendosi per l’impegno nella tutela del patrimonio storico e archeologico dell’Irpinia. 
Alla sua morte, avvenuta nel 1889, lasciò per testamento al Comune di Avellino la sua preziosa raccolta archeologica e la ricca biblioteca personale. Da questo straordinario lascito prese forma il Museo Irpino, istituito ufficialmente nel 1934 e progressivamente arricchito grazie a campagne di scavo e nuove acquisizioni. Oggi il Museo rappresenta uno dei più importanti poli culturali della Campania, custode della memoria storica dell’Irpinia e simbolo dell’eredità culturale lasciata da Giuseppe Zigarelli. 

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