Dalla Provincia di Avellino prende forma una nuova sfida per costruire un’offerta enoturistica integrata e competitiva: castelli, borghi, cantine, paesaggi e grandi vini diventano gli elementi di un unico racconto territoriale capace di guardare ai mercati nazionali e internazionali. Presso Sala Grasso di Palazzo Caracciolo, sede della Provincia, è stato presentato il primo progetto di formazione T.I.E.S. – Tecnico Esperto nella progettazione di Itinerari Enoturistici Sostenibili, nato in Irpinia con l’obiettivo di formare nuove professionalità capaci di trasformare le straordinarie risorse del territorio in un’offerta turistica strutturata, sostenibile e riconoscibile. Il progetto, coordinato operativamente dal Comune di Montefredane che ha concesso l’utilizzo della Biblioteca Comunale Berardino De Crescienzo per lo svolgimento del percorso formativo, articolato in 250 ore di formazione intensiva, nei mesi di luglio e agosto, è stato patrocinato dalla Provincia di Avellino. T.I.E.S. nasce però con una prospettiva che va oltre il momento didattico e mira a mettere le competenze acquisite direttamente al servizio del territorio. L’obiettivo è costruire un prodotto turistico capace di mettere in relazione vino, castelli, borghi, patrimonio storico e archeologico, paesaggio, accoglienza ed esperienze, superando la frammentazione delle singole offerte locali e favorendo la costruzione di una vera destinazione territoriale.
L’Irpinia possiede tutte le caratteristiche per affermarsi come destinazione enoturistica di livello nazionale e internazionale, alla qualità delle produzioni vitivinicole si affiancano un patrimonio culturale diffuso, borghi storici, castelli, siti archeologici, paesaggi rurali, tradizioni e una forte identità enogastronomica. La sfida è trasformare questa straordinaria ricchezza in un sistema organizzato, riconoscibile e facilmente fruibile dal visitatore, capace di proporre esperienze integrate e di collegare territori che, pur mantenendo ciascuno la propria identità, possono presentarsi insieme sotto un’unica destinazione. In questa prospettiva, la capacità di fare rete diventa decisiva. Comuni, aziende vitivinicole, operatori dell’accoglienza, ristorazione, guide, associazioni e imprese turistiche possono diventare parti di una stessa filiera, costruendo un’offerta coerente e competitiva. Un ruolo centrale nel progetto è affidato alle tre grandi denominazioni che rendono la provincia di Avellino uno dei territori vitivinicoli più importanti d’Italia: Fiano di Avellino DOCG, Greco di Tufo DOCG e Taurasi DOCG che in tal modo diventano delle vere e proprie porte d’ingresso al territorio. L’areale del Fiano di Avellino, che trova proprio a Montefredane uno dei territori storicamente più rappresentativi della produzione, può diventare il punto di partenza di itinerari capaci di collegare cantine, borghi, paesaggi rurali, patrimonio culturale e strutture dell’accoglienza. A questo primo asse si affiancano gli itinerari legati al Greco di Tufo e al Taurasi, costruendo una rete che attraversa le diverse anime della provincia e consente al visitatore di conoscere non soltanto un vino, ma soprattutto il territorio che lo genera. Perché dietro ogni calice esistono un paesaggio, una comunità, una storia, un sapere produttivo e un patrimonio materiale e immateriale da raccontare. Il vino dunque  può diventare il filo conduttore di un viaggio più ampio, capace di accompagnare il visitatore dalle vigne ai castelli, dalle cantine ai centri storici, dai siti archeologici alle tavole della tradizione.

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