Nel cuore dell’Irpinia, riconosciuta a livello nazionale come una delle principali aree di produzione vitivinicola, sorge il borgo di Taurasi. Questo territorio custodisce un patrimonio enologico di straordinario valore, frutto di secolari tradizioni e di una storia profondamente radicata nella cultura del vino.

Nel tempo, il nome Taurasi è divenuto emblema di eccellenza enologica e qualità riconosciuta. Il nome Taurasi deriva da “Taurasia”,antica città distrutta dai Romani nel 268 a.C. In queste terre la vite era coltivata già in epoca antica e il vitigno Aglianico, probabilmente introdotto dai Greci, era chiamato inizialmente “Ellenica”, divenuto poi nel tempo “Aglianico”. È un tipo di uva dal carattere forte e non facile da lavorare: matura lentamente e dà vini dal gusto deciso e vivace, che possono migliorare e durare per molti anni. Proprio queste qualità, però, permettono di ottenere vini davvero eccezionali. Questo vino nasce tra le colline aspre e minerali della Valle del Calore, tra i 400 e i 700 metri di altitudine, dove i terreni argillosi e calcarei ricchi di magnesio e potassio favoriscono uve profumate e complesse. I vigneti, esposti al sole dall’alba al tramonto, vengono vendemmiati tardivamente, spesso a novembre, e il vino matura in botti di rovere e successivamente in bottiglia.

A dominare il borgo è il maestoso Castello Marchionale di Taurasi, simbolo storico del paese, appartenuto nei secoli a famiglie importanti come i Gesualdo, i Filangieri, i Ludovisi e i Carafa. Intorno al castello si sviluppa un centro storico ricco di chiese e palazzi antichi, testimonianza di una cultura profondamente legata alla terra e al vino. In queste colline il vino non è soltanto una produzione agricola, ma una vera identità culturale: un patrimonio di storia, paesaggio e tradizione che rende Taurasi una delle capitali del grande vino.

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