Le Bollle della Malvizza sorgono a Montecalvo Irpino nell'omonima frazione, al confine con il Comune di Castelfranco in Miscano che cade in territorio sannita. Si tratta del più vasto apparato di vulcanetti di fango nell’Appennino Meridionale. Sono posti ad un’altitudine di 518 metri sul livello del mare e si caratterizzano per l’emissione di idrocarburi gassosi, metano oltre il 90%. Il flusso è continuo e si sviluppa in acque debomente salmastre. Il fango solido è costituito in misura superiore al 95% da argilla illitica. 

La presenza di tali vulcanetti si deve ai giacimenti di idrocarburi gassosi che, spinti dalle sollecitazioni tettoniche, affiorano in superficie dando vita al gorgoglimento delle acque sorgive, infiltrandosi. Sono poco elevati o addirittura quasi orizzontali per via del dilavamento delle acque piovane che comportano l’aumento del fenomeno e l’inibizione vegetativa.

Nel 1867 avvenne una tragedia causata dalla fuoriuscita di grisù, la deflagrazione provocata dalle torce di illuminazione non diede scampo ad una squadra di operai che era al lavoro per la costruzione della galleria ferroviaria Cristina, nei pressi della Stazione di Castelfranco in Miscano. Gas infiammabili e potenzialmente esplosivi sono presenti in gran parte della Valle del Miscano. 

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