I mugliatielli sono diffusi in tutta l’Irpinia, ma sono particolarmente radicati nel comune di Ariano Irpino, e di Mirabella Eclano dove rappresentano ancora oggi una preparazione tipica legata alle festività pasquali e alla cucina pastorale.

I mugliatielli si preparano con le interiora dell’agnello (fegato, polmone, cuore), avvolte nelle budella e cotte alla brace o al forno. Dal punto di vista antropologico, sono un esempio emblematico di cucina dello scarto: nascono in un contesto contadino e pastorale in cui nulla dell’animale veniva sprecato. Le parti nobili erano destinate ai ceti più abbienti, mentre le interiora restavano alle famiglie meno ricche.

Questo piatto racconta quindi una stratificazione sociale del cibo: ciò che per alcuni era “residuo”, per altri diventava risorsa. La trasformazione delle frattaglie in una pietanza saporita dimostra l’ingegno culinario delle classi popolari e la capacità di attribuire valore simbolico anche a ciò che è marginale.

Il legame con l’agnello richiama inoltre la dimensione rituale pasquale. L’agnello è simbolo di sacrificio e rinnovamento; consumarne ogni parte assume un significato di rispetto e completezza. Nei mugliatielli si intrecciano dunque povertà materiale e ricchezza simbolica: sono il segno di una cultura pastorale che ha fatto della necessità una forma di identità collettiva.

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