La maccaronara è uno dei formati di pasta fresca più rappresentativi dell’Irpinia, simbolo di una tradizione contadina fatta di semplicità, ingegno e manualità. Nata dall’esigenza di preparare un pasto veloce al ritorno dai campi, si basa su pochi ingredienti ma richiede grande abilità, soprattutto nella fase del “filare” la pasta, gesto tecnico tramandato nel tempo.

Più che una pietanza, la maccaronara è il segno di appartenenza culturale e legame identitario, al centro di una storica contesa fra tre paesi: Castelvetere sul Calore, Montemarano e Castelfranci.

A Castelvetere e a Castelfranci la tradizione è valorizzata anche in forma pubblica, con una sagra molto partecipata che ne celebra la lavorazione e il ruolo simbolico per la comunità.

A Montemarano, invece, la maccaronara mantiene un legame più intimo e rituale, legato alle feste e alla dimensione familiare. Gli abitanti sottolineano l’autenticità e la profondità storica della loro versione, tramandata di generazione in generazione con piccole varianti che diventano elementi distintivi.

Il sapere legato alla preparazione, custodito soprattutto dalle donne, rappresenta una forma di memoria collettiva che si esprime attraverso il corpo e i gesti. Proprio nelle differenze di lavorazione, consistenza e servizio si alimenta la “guerra dei campanili”, trasformando una tradizione condivisa in motivo di confronto.

Così la maccaronara diventa metafora dell’identità irpina: un equilibrio tra radici comuni, orgoglio locale e condivisione.

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