Manocalzati si distingue per la sua atmosfera tranquilla, immersa in una rigogliosa vegetazione che affaccia sulle sponde del fiume Sabato. 
L’origine del nome sembra derivare dal latino “Manus Calceati”, ovvero “schiera di uomini calzati”, oppure da un’espressione che richiama la fertilità dei terreni.  
A dominare il paesaggio è il maestoso Castello di San Barbato, simbolo identitario di Manocalzati, una delle fortezze più affascinanti dell’Irpinia. Situato nell’omonima frazione, il castello si erge sul borgo medievale e sull’intera valle, offrendo uno scenario di grande suggestione. Le sue origini risalgono all’epoca longobarda, tra il VII e l’VIII secolo, periodo in cui il culto di San Barbato, vescovo di Benevento, accompagnò la conversione dei Longobardi al cristianesimo. La presenza di una cappella dedicata all’Arcangelo Michele testimonia questa profonda devozione. 
La prima attestazione documentaria del castello risale al 1146, quando viene citato in una pergamena conservata presso la biblioteca di Montevergine. Nel corso dei secoli, il castello passò sotto il controllo di importanti famiglie come i Filangieri, gli Albertino, i Gattola e i Patroni Griffi. 
Oggi il Castello di San Barbato conserva l’aspetto di una fortezza aragonese del Quattrocento, pur mantenendo elementi più antichi. La struttura quadrangolare è arricchita da torri angolari di forme differenti e racchiude una corte interna su cui si affacciano ambienti coperti da volte a botte. Dalla terrazza belvedere si apre un panorama incantevole sulla Valle del Sabato.  
Oggi, il castello vive attraverso eventi e iniziative culturali, continuando a rappresentare il cuore storico e simbolico di Manocalzati. 

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