Presentato nella Sala Grasso della Provincia di Avellino il progetto di valorizzazione turistica la "Strada Irpinia". Mette in rete le eccellenze in un percorso di 112 chilometri, articolato in 15 tappe principali e arricchito da diramazioni territoriali, per trasformare il patrimonio culturale, naturalistico ed enogastronomico in un’esperienza di viaggio autentica attraverso i colori della terra, il vento che attraversa le colline, i campi di grano, i borghi e le tradizioni di una provincia che custodisce un patrimonio straordinario, ancora in parte da scoprire. Il percorso unisce 22 Comuni nell'ambito del progetto "Le Strade più belle d'Italia", promosso da Italy Discovery.
Obiettivo della visione posta alla base di “I colori del vento nel grano” è una nuova modalità di scoperta del territorio, fondata sul turismo lento, sulla sostenibilità, sulla valorizzazione delle produzioni locali e sul coinvolgimento delle comunità, la proposta di un’Irpinia vista come un sistema di luoghi ed esperienze capace di collegare il patrimonio materiale e immateriale trasformando ogni borgo in una tappa di un racconto unitario mediante la costruzione concreta di una rete che supera i confini del percorso principale. L’itinerario si sviluppa da Frigento a Monteverde, attraversando paesaggi profondamente diversi e mettendo in relazione le eccellenze culturali, agricole, ambientali e gastronomiche del territorio. Il viaggio prende avvio da Frigento, dove la cultura del grano e le tradizioni contadine raccontano il legame ancestrale tra l’uomo e la terra, per proseguire verso Gesualdo, borgo della musica e della memoria storica legata al principe madrigalista Carlo Gesualdo. A Paternopoli e Castelfranci il protagonista diventa il vino, con i vigneti dell’Aglianico, la cultura del Taurasi DOCG e le tradizioni della vendemmia. Cassano Irpino introduce il tema dell’acqua, con le sue sorgenti, mentre Montella e Bagnoli Irpino raccontano la ricchezza del patrimonio montano, dalla Castagna di Montella IGP al tartufo nero, dai boschi del Parco dei Monti Picentini alle esperienze naturalistiche dell’Altopiano Laceno. Il percorso raggiunge poi Nusco, borgo della convivialità e delle tradizioni popolari, e Torella dei Lombardi, dove storia, cinema e memoria si intrecciano nel racconto di un territorio legato anche alla figura di Sergio Leone. A Sant’Angelo dei Lombardi il viaggio incontra la spiritualità e il patrimonio religioso, attraverso il Cammino di San Guglielmo e l’Abbazia del Goleto. Rocca San Felice racconta la tradizione pastorale e l’eccellenza del Pecorino di Carmasciano, mentre Guardia Lombardi custodisce la memoria gastronomica delle comunità rurali, fatta di ricette, ingredienti e antichi saperi. A Bisaccia lo scenario si apre sugli orizzonti del Formicoso, dove il vento, i campi coltivati e il paesaggio rurale diventano protagonisti. Aquilonia riporta il visitatore alle radici della civiltà contadina, attraverso il patrimonio dell’antica Carbonara e del Museo Etnografico. Il viaggio si conclude a Monteverde, borgo dell’inclusione e della cicogna nera, dove natura, accoglienza e comunità rappresentano il punto di arrivo di un percorso che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici. Uno degli elementi qualificanti del progetto è la capacità di estendere l’esperienza turistica oltre il tracciato principale, attraverso collegamenti con ulteriori luoghi di interesse. Fontanarosa, con la tradizione della Tirata del Carro di Paglia e l’arte degli scalpellini; Taurasi, con la sua prestigiosa cultura vitivinicola; San Mango sul Calore, con il suo patrimonio di arte e memoria; Morra De Sanctis, patria del grande critico letterario Francesco De Sanctis; Andretta, custode delle tradizioni della civiltà contadina; Lacedonia, con il Museo Visivo Irpino e Calitri, con le grotte di stagionatura del caciocavallo, ampliano il racconto territoriale. A questi luoghi si aggiungono l’Abbazia del Goleto e la Mefite nella Valle d’Ansanto. L’obiettivo è costruire una rete territoriale nella quale ogni comunità contribuisca con la propria identità, rendendo possibile un’esperienza turistica diversificata e distribuita tra più destinazioni. Il progetto punta a superare il modello della visita occasionale, proponendo esperienze che consentano al viaggiatore di entrare in contatto con le comunità locali: degustazioni nelle aziende agricole, visite alle cantine, laboratori dedicati agli antichi mestieri, percorsi naturalistici, cammini culturali, feste tradizionali e incontri con produttori e artigiani. La presentazione del progetto nella sede della Provincia di Avellino rappresenta un’occasione per rilanciare una visione territoriale fondata sulla collaborazione tra comunità, sulla costruzione di itinerari integrati e sulla valorizzazione delle specificità locali. La sfida è rendere il percorso progressivamente fruibile, attraverso il coinvolgimento degli operatori, l’organizzazione delle esperienze, la promozione coordinata delle destinazioni e la creazione di occasioni di visita durante tutto l’anno.