"Il Sacro e il Moderno non sono solo spazi ma anche una dimensione interiore, di pura intimità e quindi una visione filosofica della vita dove alla fine bisogna essere in pace con sé stessi per trovare la propria realtà, perché potrai anche cercarla ovunque e per tutta la vita ma se non la trovi in tè stesso non riuscirai mai ad essere libero e ad uscire da alcune regole che opprimono l’esistenza dell’uomo". Il regista Lorenzo Pallotta 

Giovedì 18 aprile alle ore 21:00, presso il Cinema Romuleo di Bisaccia, nell'ambito del progetto "E' tutto Cinema", ci sarà la proiezione del documentario "Sacro Moderno" del regista Lorenzo Pallotta. Ospite del Forum dei Giovani di Bisaccia il regista per raccontare questo viaggio, all’interno della sua regione l’Abruzzo, alla riscoperta della sua identità. Un docufilm narrativo incentrato sull’Italia dei borghi sperduti, della provincia più impervia e isolata che contribuisce in modo fondamentale a definire l’identità del nostro Paese. Inserito nel festival cinematografico irpino del Genius Loci Festival.

In un periodo storico dove i piccoli borghi stanno scomparendo e con essi le antiche tradizioni, Sacro Moderno è un film che, in soli 69 minuti, racconta con commozione storia e destino di una comunità montana che in tutti i modi cerca di sopravvivere. 

"Ho cominciato a studiare da vicino queste comunità che vivono all’interno della mia regione (l’Abruzzo) e che sono rimaste tra le ultime a praticare per tradizione dei riti alla vecchia maniera come la processione di Cristo morto. Volevo fare un documentario di osservazione durante il venerdì santo attraverso lo sguardo di quattro ragazzini, mostrando due visioni a confronto avendo da un lato il mondo arcaico del vecchio secolo e il nuovo sguardo di questi ragazzi immersi già nella tecnologia".

"Così mi sono trasferito in montagna ed ho conosciuto una comunità diversa da come me l’aspettavo, molto più chiusa e più povera dal punto di vista numerico dato che gli abitanti sono una ventina al massimo. Un vero e proprio borgo fantasma che sta scomparendo, in cui di giovani ve ne sono soltanto due. Si crea così un contrasto perché i due ragazzini sono in una situazione anomala, da una parte vedono il mondo contemporaneo della città contaminata e il mondo dei riti della loro comunità. Il film nasce da questo incontro. Nella pellicola il nostro mondo, quello del caos, non si vede ma si sente a differenza della realtà in cui si animano maggiormente le vicende dei protagonisti dove vi è una natura incontaminata e in cui il tempo è dilatato. Il film sostanzialmente è una fiaba nera, un percorso legato alla tragedia umana".

Lo sguardo di Lorenzo Pallotta è profondo, penetrante, e si fa strada tra i volti e gli alberi di questo comune montano, mettendo lo spettatore a contatto con una realtà arcaica che fortunatamente resiste. Dopo aver vinto numerosi premi con i suoi cortometraggi, il regista è finalmente alle prese con la sua opera prima. Va alla ricerca ad Intermesoli, nel Teramano (paese con una presenza di abitanti molto limitata), di quanto la modernità e gli antichi riti sacri possano convivere.

Lo fa grazie alla presenza dei due unici ragazzini che ancora vi abitano in questo comune fantasma. Il giovane Simone, erede tacito di memorie e antiche tradizioni, si fa carico delle responsabilità del paese. Non molto distante vive Filippo, eremita e individualista, che lontano da tutti cerca di ricostruire se stesso e la propria fede. Simone e Filippo, legati da silenzi opprimenti, fanno i conti con limiti e compromessi interiori sotto lo sguardo vigile di un popolo che, inconsapevolmente, travolge la loro vita e il loro destino.

Inizialmente, il film si muove intorno al concetto di responsabilità che Simone ha nei confronti della comunità, lentamente si sposta sul tema della violenza e di come essa influenzi il destino dei personaggi. Una violenza silente che porta Simone ad agire senza avere tempo di pensare. In questo duplice senso angoscioso si muovono lo spirito dei personaggi e l'anima del film. Una comunità che si mostra poco, ma che vigila e orchestra silenziosamente il destino di Simone e di coloro che entrano in contatto con lui.

Il fine ultimo del regista è proprio quello di provare a creare un universo volutamente magico a metà tra fiaba nera e film di formazione, dove lo spettatore si perde quasi in quel silenzio apparente, cercando dentro sé il senso vero del film. 

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Corso Romuleo, 91, 83044 Bisaccia AV, Italia
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