L'antico borgo di Bisaccia è pronto ad ospitare, presso il Castello Ducale, la prima tappa della Conferenza itinerante sulle tematiche antropologiche concernenti la magia popolare, la tanatologia e le figure del mito nell'osso appenninico, che hanno interessato l’Alta Irpinia Orientale. Un incontro culturale denso di contenuti rivolto sicuramente agli appassionati dell’antropologia culturale del territorio, ma anche a quanti vogliano avvicinarsi a questa disciplina accademica.

Il 24 aprile alle ore 17:30 una giornata di studio, sulle radici culturali delle Comunità Appenniniche, che prenderà il via con i Saluti istituzionali del Sindaco di Bisaccia Marcello Arminio. Prenderanno parte al dibattito: l' Avvocata, Scrittrice e Giornalista pubblicista Emanuela Sica, lo storico e scrittore Michele Miscia, una rappresentanza dell'Organizzazione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale e del Comitato Tecnico territoriale Radici Irpine.

Durante la giornata sarà presentata anche l’ultima fatica letteraria del Prof. Michele Miscia dal titolo "Leonarda la Fattucchiera" e verrà inoltre illustrato un nuovo progetto per la costituzione dell’organizzazione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale Irpino.

Un incontro interessante che proverà a mettere in luce uno spaccato della realtà irpina di un tempo. Due mondi assolutamente distanti, uno caratterizzato dalla razionalità e l’altro irrazionale e magico. Uno specchio dell’Irpinia a due velocità, che però è consapevole e schietta nel parlare di problematiche sociali. La magia è una cosa che sembra scomparsa dalle nostre vite, nonostante molte persone credano nella lettura dei tarocchi, nell’oroscopo e i riti legati a questo mondo sembrano aleggiare in un’aurea di passato lontano. In realtà ancora oggi in particolari aree vengono praticati alcuni rimedi "magici" contro il malocchio o altre malattie.

L'Irpinia è una terra di confine che ha visto il passaggio di tantissimi popoli, ognuno dei quali ha lasciato il proprio segno indelebile nella storia, nelle tradizioni e nei riti. La zona che ne è rimasta maggiormente legata è, difatti, quella dell'Alta Irpinia, compresa tra la dorsale dei monti Picentini ad ovest e la catena principale dell'Appenino campano ad est, ai confini tra Basilicata e Lucania.

L'Alta Irpinia Orientale possiede un importante patrimonio storico, archeologico, con musei, castelli ed un antico folklore sempre vivo grazie alle feste popolari e agli eventi tradizionali. E Bisaccia ne è massima espressione con il suo centro storico e il Castello Ducale, luogo simbolo della città, costruito dai Longobardi ma ancor più affascinante perché legato ad una misteriosa principessa, la cui tomba oggi è conservata all'interno del museo archeologico.

Tradizioni antiche e una ricchezza patrimoniale e paesaggistica straordinaria che fanno parte della cultura irpina e che non vanno perse. Come quelle durante le feste religiose, all'interno delle quali c'è una ritualità che diventa espressione antropologica nei vissuti delle comunità. Soprattutto, i Riti della Settimana di Pasqua costituiscono un intreccio tra culture, riti orientali ed occidentali importanti. Il mondo pagano diventa religiosità popolare. Un appuntamento di primaria importanza attraverso il quale si intrecciano tradizione popolare ed espressione cristiana, che trova una delle sue forme più alte di etno–antropologica nei Riti Santi. Si pensi alla devozione delle comunità, alle chiese con le icone, agli altari, i canti e alla processione del Venerdì Santo, i cui i riti e la liturgia si svolgono ancora secondo i canoni bizantini.

In molti si sono interessati allo studio di questi rituali e credenze, primo fra tutti Ernesto de Martino, un antropologo e studioso delle religioni. I suoi interessi per la magia e la religione si associarono a quelli per le realtà povere e marginalizzate del Sud Italia, grazie ad alcuni riferimenti culturali e politici che possono essere sintetizzati da tre figure importanti: Antonio Gramsci, Carlo Levi e Rocco Scotellaro. Il suo obiettivo era costruire una storia religiosa del sud della penisola. Egli condusse le sue ricerche ai confini con l'Irpinia Orientale, tra la Lucania e la Puglia e, a partire da queste indagini, pubblicò i tre testi che costituiscono la trilogia meridionalistica.

Riuscì a portare alla luce un problema quale il riscatto della condizione di miseria psicologica e materiale in cui vivevano i contadini del Sud. Lo strumento di questo riscatto era la "magia", che non è anteriore alla civiltà, ma è sempre presente nella storia di ogni comunità. Riguarda direttamente la vita degli individui e i rapporti tra la cultura e le culture popolari. La magia è quell’insieme delle pratiche e credenze cui si ricorre, o si ricorreva, come momento di difesa da stati di disagio esistenziale sia fisico che psichico. In culture non dominate dall’ideologia del medico il malessere psicofisico, difatti, veniva letto tramite due ideologie antiche: la fascinazione e il malocchio da un lato e la possessione dall’altro.

Ogni tempo e ogni cultura hanno avuto una propria visione della superstizione, che si è via via adattata con il mutare dei tempi. Ogni tema superstizioso proviene da lontano. Il tentativo di far risorgere il passato ricostruendolo attraverso una narrazione basata sui miti della tradizione di diversi popoli o create ex novo dall’immaginazione dell'uomo, rappresenta il modo con cui l’uomo stesso cerca rifugio dalla realtà o evita di affrontare il reale che gli si pone davanti, in maniera talvolta dolorosa e inspiegabile. In tutte le storie mitiche, infatti, se lette dal punto di vista antropologico, l’uomo attua con la narrazione una proiezione fantastica sia verso il proprio passato che verso un possibile futuro, e questa proiezione diventa per lui qualcosa di sublime e di sacro che gli fa perdere il rapporto con la realtà.

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Bisaccia
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Via Pietro Colletta, 83044 Bisaccia AV, Italia
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Il 24 aprile alle ore 17:30 presso il Castello ducale di Bisaccia
Magia popolare, tanatologia e figure del mito nell'osso appenninico dell'Alta Irpinia Orientale
Saluti istituzionali del sindaco, Marcello Arminio
Relatore: Michele Miscia
Intervengono: Emanuela Sica
Organizzazione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale
Comitato Tecnico territoriale Radioci Irpine


LUN
dalle 17:30

Numero di telefono
Telefono:
0827 89196
Indicazioni dell'organizzatore
Organizzatore:
Amministrazione Comunale di Bisaccia, Castello Ducale e Museo Archeologico, Comitato territoriale Radici Irpine e dall'Organizzazione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale
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Poligono GEO

Castello ducale di Bisaccia

Via Pietro Colletta, 83044 Bisaccia AV, Italia

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