Frigento è tra "I Borghi più belli d'Italia" per storia e bellezza. Dopo aver aderito all'Associazione dei Borghi più belli d'Italia nel 2019, il 9 novembre 2023 è arrivato il riconoscimento.

Oltre Frigento in provincia di Avellino, Maccagno Imperiale in provincia di Varese, Badalucco in provincia di Imperia, Monteprandone in provincia di Ascoli Piceno, Giano dell’Umbria in provincia di Perugia, Palena in provincia di Chieti, Agira in provincia di Enna.  

L’Associazione I Borghi più belli d’Italia ha certificato il superamento dei 72 parametri d’ammissione. La rigidità della selezione è una garanzia nei confronti dei visitatori italiani e stranieri e un incentivo a migliorare il borgo in termini di conservazione, rispetto alla qualità della vita per i residenti e nel sistema di accoglienza per i turisti.

Il sindaco Ciullo, soddisfatto per aver completato il percorso ed ottenuto il riconoscimento: “Siamo davvero felici e soddisfatti perché il lungo percorso iniziato nel febbraio 2019 oggi giunge al termine dopo la visita dell’esperto Antonio Luna dei giorni 6 e 7 ottobre scorsi. 
In quell’occasione l’esperto ha potuto constatare di persona il grande lavoro di squadra messo in campo in questi anni e la passione con la quale il paese si offre da sempre. Eravamo consapevoli che Frigento fosse una perla d’Irpinia, ma adesso ne abbiamo la certificazione. Soddisfazione ma anche responsabilità. L’impegno, d’ora in poi, sarà raddoppiato perché abbiamo davanti a noi un cammino che riparte con un successo, ma che deve portare Frigento, i suoi abitanti, le sue attività commerciali e quanti hanno un progetto nel cassetto, a vedere con rinnovata fiducia il futuro. Dobbiamo solo rimboccarci le maniche”.

Frigento ha un panorama unico grazie alla passeggiata lungo via Limiti che consente di scorgere zone di cinque regioni diverse, dal Vesuvio fino alla Maiella, passando per il Matese e il Vulture. Ricca è l’offerta architettonica e storica che si apre al visitatore solo passeggiando lungo le stradine del centro storico, grazie alla presenza di una dozzina di palazzi con le attuali fattezze settecentesche. Uno di questi edifici storici, Palazzo De Leo, da qualche anno è la Casa della cultura e ospita il FriMact, un museo che coniuga il passato con la mostra archeologica e il presente con una delle tre raccolte d’arte contemporanea più importanti del mezzogiorno d’Italia. In questo contesto di bellezza, poi, svetta la Cattedrale di Santa Maria Assunta in cielo, un vero scrigno d’arte che ammalia non solo gli appassionati ma anche il visitatore della domenica. Le tele di Antonio Vecchione da Nola, l’altare maggiore in marmi policromi, le statue sette-ottocentesche, l’ipogeo con i resti dell’antica cattedrale e gli scolatoi fanno di questo edificio una tappa imperdibile. Tutto questo è stato oggetto di valutazione e certificazione con i parametri Iso9001 per ricercare e valorizzare le eccellenze italiane.

Oltre alla splendida chiesa Santa Maria dell’Assunta, con il suo museo archeologico ricco di oggetti di epoca romana, ci sono i ruderi del castello medievale di età longobarda, rovine dell’antico maniero, ma anche gli austeri e ben conservati edifici gentilizi del centro storico, impreziosito dai portali pregiati perfettamente conservati. Proprio nel cuore frigentino, in piazza Municipio, poi, ci sono le cisterne romane, rara testimonianza della architettura idraulica di oltre duemila anni fa. Famosa la passeggiata romantica dei Limiti, che offre una vista mozzafiato sulle vallate e i dolci colli visibili dall’intero percorso pedonale. Ancora, il Santuario della Madonna del Buon Consiglio a Pagliara, è meta frequentata dai pellegrini, che qui possono ammirare un pregevole organo a canne di 25 registri, opera del Maestro organaro veneto Alessandro Girotto.

Frigento, una vera perla tra i piccoli comuni irpini.. Ha poco meno di 4000 abitanti e un passato che viene fuori appena si fanno i primi passi all’interno del nucleo abitativo settecentesco, risultato dell’ennesima caparbia ricostruzione in seguito al disastroso terremoto del 1732.


Il sisma del 1980 ha sconvolto l’intera popolazione, ma ha contribuito a una svolta per riscoprire la propria identità, ripartendo dal recupero dello splendido centro storico, uno dei meglio conservati della provincia.
È un borgo nel cuore dell’Irpinia che ha saputo coniugare l’apertura alla modernità al rispetto e alla valorizzazione della propria storia.
Il vasto territorio si pone quasi da cerniera tra le valli dell’Ufita e del Fredane, riuscendo a contenere caratteristiche peculiari differenziate. 
Il paese intero sa ammaliare grazie all’ospitalità della gente, alle tradizioni ancora radicate, all’arte culinaria povera e gustosa, alla salubrità dell’aria e a tante altre particolarità che il visitatore curioso e interessato riuscirà a carpire.
Frigento oggi non guarda con nostalgia al passato, si pone come promotore di una rete tra i comuni limitrofi, per poter offrire servizi sempre migliori, ospitalità e prodotti di qualità.

Sparsi su tutto il territorio nazionale, adesso i borghi associati sono 361, di questi la flotta irpina ne comprende 7 (Frigento, Gesualdo, Monteverde, Nusco, Savignano Irpino, Summonte, Zungoli). Per i Comuni che ottengono il riconoscimento si tratta di una grande occasione di sviluppo economico e sociale, ma anche di assunzione di una responsabilità importante nei confronti degli altri componenti della rete. L’interesse è dimostrato dalla lunga lista d’attesa; attualmente sono un migliaio i comuni che hanno chiesto di essere valutati per l’ammissione.


Fiorello Primi, presidente dell’Associazione, ha affermato: “Ci congratuliamo con i 7 borghi per il loro ingresso nella nostra Associazione. Ci sono borghi già affermati e altri che, pur essendo affascinanti e ricchi di tesori artistici, culturali e ambientali, sono meno conosciuti e hanno quindi bisogno del nostro traino per farsi conoscere e apprezzare”.


 

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