Ettore Scola è stato uno dei protagonisti più autorevoli del cinema italiano del Novecento, noto per il suo approccio civile e artistico. La sua opera rappresenta un prezioso patrimonio culturale che racconta le trasformazioni della società italiana dal dopoguerra, con un focus sulla dignità delle persone comuni e sui conflitti tra progresso e tradizione. 
Nato il 10 maggio 1931 a Trevico, ha mantenuto un legame forte con la sua terra d'origine, l'Irpinia, che ha influenzato la sua formazione intellettuale. Si è trasferito a Roma da giovane, iniziando la carriera come umorista e sceneggiatore, prima di debuttare alla regia negli anni Sessanta. Film come "C’eravamo tanto amati", "Una giornata particolare" e "La terrazza" mostrano illusioni e responsabilità morali di diverse generazioni. 
Nel corso della sua carriera Ettore Scola ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui premi al Festival di Cannes, ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento, consolidando il suo ruolo di riferimento nel panorama cinematografico internazionale. Al di là delle onorificenze, però, resta soprattutto la figura di un intellettuale rigoroso, capace di esercitare uno sguardo critico sul presente senza mai rinunciare alla dimensione umana del racconto.
Oggi, proprio in Irpinia, la sua eredità continua a vivere. A Trevico si svolgono eventi, mostre e rassegne cinematografiche dedicate alla sua opera, e la casa natale del regista, donata al Comune, è stata trasformata in un centro culturale aperto alla comunità. In questo intreccio di biografia, cinema e memoria collettiva emerge con chiarezza come l’Irpinia, la Campania e il Mezzogiorno non siano per Ettore Scola semplici riferimenti geografici, ma componenti profonde di una visione culturale e civile che ha attraversato e arricchito tutta la sua opera.

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