Nel cuore dell’Irpinia, tra le mura cariche di storia del Castello di Gesualdo, prende vita un incontro straordinario tra arte, musica e materia dal 14 al 31 maggio.
Da una parte l’eredità visionaria di Carlo Gesualdo, principe e compositore tra i più audaci del Rinascimento, la cui musica attraversa i secoli con una forza espressiva unica, fatta di tensione, luce e ombra.
Dall’altra la tradizione millenaria della Pontificia Fonderia Marinelli, dove il bronzo, plasmato dal fuoco e da un sapere tramandato da oltre mille anni e ventisette generazioni, diventa arte, scultura e memoria.
Non solo campane: forme, creature e presenze in bronzo prendono vita nelle opere di Armando Marinelli ed Ettore Marinelli, dialogando con i bassorilievi di Paola Patriarca e con le vibrazioni cromatiche delle Superfici dell’Anima di Maria Franca Bartesaghi.
Il Castello di Gesualdo diventa così uno spazio vibrante dove bronzo, suono, colore e architettura si incontrano in un’unica esperienza immersiva.
Un viaggio tra materia e risonanza, tra memoria e creazione, dove l’arte continua a vibrare nel tempo.
Perché ciò che vibra davvero non si esaurisce nell’istante: continua a vivere.

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