"Cantine Emergenti" è il progetto programmato e finanziato dalla Regione Campania, attuato da Scabec, con la direzione artistica di Stefano Piccolo, che punta alla valorizzazione territoriale sostenendo le giovani cantine, delle province di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno. 

Il tour, dal 5 al 28 Aprile,  farà tappa a San Marcellino (Caserta), Solopaca (Benevento), Montemarano (Avellino), Alife (Caserta), Castelvetere sul Calore (Avellino), Castelvenere (Benevento) e Baronissi (Salerno) con prenotazione obbligatoria dalle ore 14.00 del 25 marzo, sul sito Scabec.

Un'occasione unica per scoprire luoghi meno noti della Campania ma ricchi di fascino, degustare i vini campani, godere della bellezza di cantine che, seppure "giovanissime", portano avanti una tradizione enologica secolare e di  concerti folkloristici.

L’inizio è venerdì 5 aprile, alle ore 19.00, a San Marcellino nella Grotta Altocampo, tipico ipogeo nel sottosuolo del tufo vulcanico per degustare l'Asprinio. Si prosegue domenica 7 aprile, alle ore 10.30, nelle Cantine De Liso di Solopaca, luogo rinomato per la produzione di Aglianico e Falanghina dop. I vigneti di Montemarano, composti da uve Fiano, Coda di Volpe e Aglianico, saranno protagonisti del terzo appuntamento in programma domenica 14 aprile, alle ore 10:30, presso la Cantina San Giovanni a Doglie. Previsti tre turni di visite guidate alla Rèn Wine di Alife, nell'Alto Casertano - alle pendici del massiccio del Matese - sabato 20 aprile con inizio alle ore 10:30. I vigneti sono impiantati nella frazione San Michele, in una zona collinare già cara ai reali di Borbone per la coltivazione delle loro uve. Domenica 21 aprile, alle ore 10:30, si ritorna nel cuore dell'Irpinia, a Castelvetere sul Calore, per far visita alla Aminea Winery. L'Azienda Agricola Scompiglio di Castelvenere ospiterà venerdì 26 aprile, alle ore 19:00, il penultimo appuntamento. Il tour si concluderà domenica 28 aprile, alle ore 10:30, nell'Azienda Agricola Guerritore di Baronissi, nella valle dell'Irno, con una vigna, a circa 300 metri sul livello del mare, che si estende per 6 ettari su di un terreno di origine vulcanica e coltivata a Guyot. 
 

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